I Cantori di Assisi concludono eventi internazionali.

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La ripresa dell’attività, dopo una breve pausa estiva, ha visto i Cantori impegnati su diversi fronti tra i quali merita particolare attenzione la partecipazione a due eventi di risonanza internazionale.

Il Centro Internazionale per la pace di Assisi - Peace messenger- ONU, fondato dal Dott. Giancarlo Costa ben trent’anni fa, continua a radunare i “Cavalieri del millennio”: soci di diversa provenienza che si adoperano per le finalità statutarie. Tra queste, l’adozione a distanza di numerosi bambini: ad oggi oltre 300. Quest’anno il Centro, presenti numerosissimi soci, ha celebrato, appunto, i suoi trent’anni di vita con incontri e relatori, assegnazione di riconoscimenti e quant’altro. I Cantori hanno siglato la giornata conclusiva dei lavori con un concerto che nel suo repertorio si intonava perfettamente al tema dell’evento: Ruolo e prospettive dei Cavalieri nel pianeta “casa comune”, offrendo brani che celebravano il “pianeta” nell’ottica del sacro e del profano. Non poteva non cominciare che col Cantico delle Creature che, oltre ad essere sigla del coro nella versione del P. Stella, inonda di lode tutto il creato mediante le parole di San Francesco. Ha chiuso la parte sacra l’Inno di gloria del M° Rota che ricorda l’Autore della creazione e innalza, prima con le voci chiare e successivamente a coro completo, un richiamo alla lode, quasi un grido: “tutta la terra inneggi al Signor, tutta la terra adori il Signor.” Si parla ancora di natura e di creato con un delizioso, dolce madrigale di Palestrina: I vaghi fiori e l’amorose fronde. Lo sguardo stupito del musicista-poeta accarezza gli elementi del paesaggio soffermandosi su quelli che a tutti offrono maggior ristoro ma, ahimè, non a se stesso. Squillante l’Inno di gloria, porto con molta delicatezza e tenerezza il successivo. Docili al gesto del M° Verde, le voci del coro ne hanno offerto un’interpretazione raffinata.

Il pubblico, più di una volta visibilmente entusiasta durante l’esecuzione, applaude a lungo ed interrompe a stento per dare modo al coro di proseguire. Altri brani hanno ancora arricchito questo intenso momento di comunione con i “Cavalieri”, come “Echo” del compositore Di Lasso. Un brano di molto effetto, ottimamente interpretato dai due cori: quello grande davanti al pubblico, quello piccolo, l’eco, alle spalle. Richiami e rimandi si inseguivano e fondevano in una costruzione armoniosa che ha letteralmente strappato un’ovazione. Il tutto si è concluso con due brani in lingua ebraica: Shalom ed Erez Zavath, del M° Dominutti, in un augurio di pace ed un ultimo inno alla terra “stillante latte e miele”, in sintonia perfetta con l’evento. A questo punto una nuova ovazione ha richiesto un bis prontamente eseguito con Soon  I  will be done, un negro spiritual dal testo molto significativo e ricco di speranza: “presto terminerò con le tribolazioni del mondo…andrò a vivere con Dio”. Il suo ritmo incalzante ha portato al culmine il coinvolgimento dell’uditorio trascinandolo all’esplosione finale. Prima del congedo i Cantori hanno ricevuto la nomina onoraria a “Cavalieri del millennio”. Operatori di pace, dunque, in linea con le finalità del proprio “vagar cantando” per diffondere, attraverso il canto, il messaggio francescano: “pax et bonum”.

Nel santuario della Chiesa Nuova, sempre in Assisi, al termine dei lavori della 36^ edizione dell’annuale convegno promosso dalla Società Internazionale di Studi Francescani, quest’anno su “Le immagini del Francescanesimo”, il Coro ne ha ripreso il tema ed ha offerto alla contemplazione degli ascoltatori tre icone: Francesco, Maria e l’uomo. Tutti i brani, quasi colpi di luce, ne hanno illuminato i contorni, pennellate essenziali ne hanno esaltato caratteristiche salienti. Laudi, antifone e mottetti, da Fra Giuliano da Spira del XIII secolo al M° I. Bianchi, vivente, hanno tratteggiato Francesco quale Vir Catholicus, poichè tutta la vita ha impostato sulla parola evangelica, il Santo della lode poiché ha trascorso il suo periodo terreno in continue laudi al Creatore, infine la “creatura” che ha ricevuto nelle stimmate il sigillo del suo Creatore. E ancora: dal Livre Vermell di Monserrat, un continuo crescendo su Maria “inviolata ante, in et post partum”, la Regina gioiosa in Los Setz Gotz, la Mediatrice, la Regina splendente in Stella Splendens. Ultima immagine “l’uomo”, nella lauda polifonica del XVI E XVII secolo, ritratto nel suo percorso verso il cielo. Un insieme di brani assolutamente congeniale alla vocalità dei Cantori, porto ora con delicatezza, ora con maggiore energia ma sempre con precisione e viva capacità interpretativa che l’uditorio ha più volte apprezzato con eloquenti gesti di compiacimento e lunghi applausi e con l’augurio, espresso da parte dell’Associazione al termine del concerto, di poter ancora, negli anni futuri, chiudere i lavori del Convegno con la voce del Coro dei Cantori di Assisi quale viatico per un nuovo inizio.

Assisi, Ottobre 2008 Maria Francesca Tanda