I Cantori di Assisi “parlano” Europeo

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E’ ben nota l’universalità del linguaggio musicale che travalica spazio e tempo: con esso i Cantori hanno “parlato” all’ Europa durante il Concerto offerto in occasione del Raduno Europeo Francescano che ha visto in Assisi migliaia di giovani provenienti da oltre diciotto nazioni.

Nello scorrere il programma, infatti, si legge un viaggio che varca frontiere e raggiunge popoli differenti per idioma e cultura, ma che tutti accomuna attraverso la spiritualità ispirata da un’ unica lingua: quella della musica.
Si parte da Assisi, in questo viaggio, col Cantico di P. D. Stella e si sorvola l’Italia con  Palestrina, nei dolcissimi “Alma Redemptoris mater” e “Sicut cervus”, con Monteverdi nel solenne mottetto a 6 voci “Cantate Domino”, e poi ancora con Vecchi, Gabrieli, Bartolucci.

Si tocca la Spagna con J. Cererols, catalano, nativo di Martorell e maestro di Cappella nel Monastero di Monserrat, col  “Regina Cæli” ad otto voci e basso continuo. Ritmo incalzante ma festoso ed arioso che si conclude con un succedersi di alleluja che rimbalzano di voce in voce.

E’ poi la volta della Slovenia con “Duo Seraphin” di J. Gallus, per doppio coro ad otto voci: due schiere angeliche si chiamano a vicenda da una parte all’altra del paradiso e, con guizzi fanciulleschi, intrecciano un dialogo festoso.

Composizioni particolari e gradevoli che hanno suscitato l’entusiasmo dei giovani, e meno, che ascoltavano con interesse e partecipazione la voce del Coro, ora festosa, ora solenne o assorta, docile al gesto del Direttore in una Basilica, quella di S. Chiara, affollata oltre ogni aspettativa.

Dalla Slovenia alla Russia dove si sosta in mite preghiera, appena un sussurro: è l’ Ave Maria di S. Rachmaninov.

Per terminare, un rapido volo sul Nord Europa. Ancora un “Cantate Domino”, questa volta  con Hans L. Hassel, tedesco di Norimberga, seguito dallo svedese Otto Olsson nel Salmo CXX “Ad Dominun….”

Il viaggio volge al termine e culmina  in Germania con J. S. Bach. Il “ Gloria  a Dio” che, quasi invito all’unione ed alla  fratellanza nel canto di lode, scuote l’assemblea che, in piedi, manifesta pieno consenso e domanda la ripetizione del brano applaudendo calorosamente anche all’indirizzo dell’organista M° Angelo Silvio Rosati.

Nella lettura “tra le righe” di questo programma vario, impegnativo e completo si potrebbe intuire una sorta di nascosta intenzione del suo autore, P. Maurizio Verde che, nello scegliere i brani, ha volutamente preferito quelli a molte voci: a quattro, a sei e perfino ad otto voci,  come a suggerire l’immagine di un popolo in cammino che, nella comunione e nella condivisione, scopra  più lieve, attraverso il canto, la fatica del proprio andare.

 

Maria Francesca Tanda