IL LIQUOR D' ULIVI

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Il titolo ci trasporta rapidamente in un severo quando splendido monastero annidato su un " gibbo " del Catria, ed è Dante che identifica il luogo con la vita e l'opera di S.Pier Damiani che qui trascorse i suoi giorni nutrendosi di cibi semplici conditi, appunto, con il liquore di cui sopra. Qui la vita del Santo trascorse" lievemente" ma anche " fertilemente".
Altrettanto lievemente il Coro dei Cantori di Assisi, chiamati dall'organizzazione monastica ad affrontare un tema importante quale quello del passaggio dal canto gregoriano alla musica figurata, ha eseguito un programma ricco di esempi relativi a quel lungo periodo e penso di poter affermare che questo intervento sia stato davvero fertile.
Nel Monastero di Fonte Avellana la cui sola visione parla di ascesi e meditazione. ha avuto inizio, di recente, un corso di studi sull'evoluzione del fenomeno musicale, voluto dai monaci Camaldolesi.
Attraverso i tempi il gusto, si sa, cambia e così l'arte, e quindi anche la musica, non si è sottratta a questa trasformazione: dalle monodie gregoriane al discanto, alla polifonia rinascimentale. Da questa al recitar cantando fino alla musica moderna attraverso quella barocca, classica e romantica.
I monaci, in occasione del 950° della morte di Guido d'Arezzo, hanno dato il via all'importante iniziativa, a livello internazionale, che vede non solo la partecipazione di studiosi provenienti da varie parti ma anche di cori di maggiore o minore risonanza. In quest'ambito i Cantori hanno interpretato brani noti o meno ma tutti assolutamente rappresentativi ed efficaci. Offerti ad un pubblico colto ed attento hanno riscontrato grande approvazione. Molto apprezzato il repertorio gregoriano cui le voci femminili, molto agili, hanno conferito levigatezza all'esecuzione.
Sottolineate le due laudi del XIII secolo : la prima, una lamentazione del Cristo in cui il controtenore ha reso un'interpretazione stilisticamente corretta; la seconda , il pianto della Madonna sul figlio, nella quale gli accenti accorati della soprano solista ed il delicato intervento del coro femminile hanno suscitato momenti di autentica commozione.
Molto gradite anche le chanson: due per soprano solista e coro, una per sole voci virili. Una canta all'allodola, quindi alla bella stagione, le altre due si riferiscono alle Crociate: tutte chiaramente esplicative del relativo periodo storico.
Questi, con altri canti allegri e festosi hanno costituito la seconda parte del concerto che si è chiuso con brani di sicuro effetto: un conductus tratto dai Carmina Burana che celebra la conquista della Terra Santa, eseguito con l'accompagnamento di piccoli strumenti che ne scandivano il ritmo; l'ultimo, una rota inglese a sei voci che inneggia all' estate che viene. Il tutto palesemente molto gradito.
Come già si è detto un programma molto impegnativo che non solo ha svolto ampiamente il tema assegnato , ma che dimostra come i Cantori abbiano ancora in serbo molte carte per poter felicemente uguagliare se non superare i successi del passato abilmente guidati dai loro due Direttori: Padre Nicolini , il decano e Padre Verde, l'esordiente.

Assisi , giugno 2000

Maria Francesca Tanda